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Fotovoltaico industriale in Pianura Padana: come valutare il rischio grandine lungo il ciclo di vita dell’impianto

Un impianto fotovoltaico su copertura industriale ha una vita utile stimata in venticinque o trent’anni e in questo arco temporale si misurano sia il ritorno dell’investimento sia il beneficio in termini di efficientamento energetico. 

 

Le condizioni climatiche nelle quali l’impianto dovrà operare entrano quindi nella valutazione economica dell’investimento e, più in generale, nella gestione dei rischi climatici lungo il ciclo di vita dell’impianto fotovoltaico

Per le aziende dell’Emilia-Romagna e, più in generale, della Pianura Padana, una delle variabili da considerare è il rischio grandine. I dati degli ultimi anni mostrano infatti che il fenomeno è cambiato in modo rilevante. 

Come si valuta la resistenza dei moduli fotovoltaici alla grandine 

Anche se esistono norme tecniche specifiche che definiscono la resistenza dei moduli fotovoltaici alla grandine e le specifiche di prodotto rimangono di competenza del progettista incaricato, per il committente può essere comunque utile sapere che esistono due diversi livelli di qualificazione e che la scelta dell’uno o dell’altro può avere implicazioni economiche differenti.

IEC 61215: qualificazione di base

Tutti i moduli immessi sul mercato sono certificati secondo la serie CEI EN IEC 61215, che include una prova di resistenza alla grandine mediante impatto di sfere di ghiaccio da 25 mm a circa 83 km/h. Si tratta del requisito minimo per l’accesso al mercato: la conformità è condizione necessaria per la commercializzazione e non costituisce, di per sé, un elemento distintivo tra prodotti.

Il test però è tarato su chicchi da 25 mm, mentre gli eventi che negli ultimi anni hanno prodotto danni rilevanti in Pianura Padana hanno registrato diametri superiori, in alcuni casi anche molto superiori.

IEC TS 63397: qualificazione per grandine severa

Dal 2022 la specifica tecnica internazionale IEC TS 63397 definisce requisiti di prova aggiuntivi per i moduli destinati ad ambienti in cui la grandine genera sollecitazioni superiori a quelle previste dalla serie IEC 61215. Il protocollo inoltre prevede un invecchiamento accelerato del modulo prima dell’impatto, così da verificarne il comportamento non allo stato di nuovo ma in condizioni rappresentative dell’esercizio.

La funzione delle classi commerciali

Alcuni produttori dichiarano classi identificate da sigle come RG3, RG4 o RG5. Queste classi non appartengono però al sistema IEC: derivano dal registro grandine dell’associazione svizzera degli assicuratori cantonali, non hanno carattere obbligatorio e non incidono su omologazione, garanzia o sicurezza elettrica. Sono informazioni integrative, non sostitutive delle prove normate.

Conoscere la differenza tra queste qualificazioni è soltanto il primo passaggio. Per stabilire quale livello di protezione sia proporzionato all’investimento, il progettista deve conoscere anche le conseguenze che un eventuale danno avrebbe sulla specifica organizzazione. 

Quali informazioni fornire al progettista 

Il progettista dispone delle competenze necessarie per definire le specifiche tecniche dei moduli, ma non può valutare autonomamente tutte le conseguenze economiche e operative di un eventuale danno. Per proporzionare il livello di protezione al rischio reale, il committente deve quindi mettergli a disposizione alcune informazioni sul sito, sull’organizzazione aziendale e sull’utilizzo dell’energia prodotta.  

 

Questo scambio di informazioni è il presupposto dell’analisi del contesto richiesta dalla ISO 9001, che non riguarda soltanto il contesto geografico, ma anche il profilo produttivo ed economico dell’azienda, come nel caso di un impianto fotovoltaico industriale.

Quanto incide un calo della produzione energetica sull’attività aziendale 

L’azienda deve valutare le conseguenze economiche di una riduzione prolungata dell’energia prodotta dall’impianto.

Un impianto che alimenta un ciclo produttivo continuo ha un profilo di rischio diverso da uno destinato a consumi ausiliari. Occorre considerare anche la stagionalità: i mesi in cui si concentrano le grandinate coincidono infatti con quelli in cui l’impianto fotovoltaico produce di più e, in molte aziende, anche con i periodi di maggiore attività produttiva.

Quanto è complesso intervenire sulla copertura 

I tempi e i costi necessari per sostituire i moduli dipendono anche dalla facilità con cui gli operatori possono raggiungere la copertura e lavorare in sicurezza.

Occorre quindi considerare l’altezza dell’edificio, i mezzi di accesso necessari e la possibilità di svolgere l’intervento senza interrompere o ostacolare le attività produttive sottostanti.

Sono tutti aspetti che non si trovano in alcuna scheda tecnica, ma che possono incidere in modo significativo sul costo complessivo dell’evento.

Qual è lo storico degli eventi sul sito produttivo 

I dati regionali offrono un primo orientamento sull’esposizione del territorio. Per comprendere che cosa sia accaduto nella specifica area in cui verrà installato l’impianto, è però utile consultare anche i rapporti meteorologici e le mappe delle località interessate dai singoli eventi, come quelli pubblicati da Arpae Emilia-Romagna.

Anche la documentazione conservata dall’azienda e, quando disponibili, i sinistri assicurativi pregressi possono contribuire a ricostruire gli eventi che hanno già provocato danni nel sito produttivo. Queste informazioni integrano il quadro locale, ma non sostituiscono l’analisi dei dati meteorologici relativi al territorio.

Per quanto tempo l’azienda prevede di utilizzare l’impianto e l’immobile

Per valutare se una protezione aggiuntiva sia economicamente conveniente, occorre considerare per quanti anni l’azienda prevede di mantenere in funzione l’impianto e quali strategie aziendali ha definito per l’immobile.

Se l’impianto è destinato a operare a lungo e l’azienda intende continuare a utilizzare il sito produttivo, il costo iniziale di una protezione superiore può essere giustificato dalla riduzione del rischio nel tempo. 

Se invece l’immobile sarà ceduto, dismesso o riconvertito in tempi più brevi, cambia il rapporto tra il costo della protezione e il beneficio atteso.

Questi elementi permettono di stabilire se il costo di una qualificazione superiore sia proporzionato al rischio che l’azienda intende ridurre. 

L’orizzonte temporale dell’investimento va inoltre letto in una prospettiva più ampia, che considera il fotovoltaico aziendale come scelta strategica in un contesto segnato dall’instabilità geopolitica e dalla volatilità dei mercati energetici, e non soltanto come uno strumento per ridurre i costi dell’energia.

Quando una protezione superiore è economicamente giustificata: il criterio di proporzionalità

Una volta raccolte le informazioni sul sito, sull’attività produttiva e sull’orizzonte dell’investimento, progettista e committente possono valutare quale livello di protezione sia proporzionato al rischio reale.

Una qualificazione superiore comporta infatti un costo aggiuntivo e non rappresenta necessariamente la soluzione più adeguata per ogni impianto.

  • In presenza di un impianto di dimensioni contenute, installato su una copertura facilmente accessibile e destinato a un’attività produttiva non continua, può risultare adeguata la qualificazione standard, affiancata da monitoraggio, manutenzione programmata e copertura assicurativa.
  • Se invece la copertura è difficilmente accessibile, il sito presenta un’elevata esposizione e l’energia prodotta alimenta un ciclo produttivo continuo, l’investimento in moduli con una qualificazione superiore può trovare una maggiore giustificazione economica.

 

La scelta non dipende quindi soltanto dalle caratteristiche tecniche del modulo. È una valutazione del rischio d’impresa, che richiede di mettere in relazione le competenze tecniche del progettista con le informazioni economiche e produttive fornite dal committente.

Reperibilità e disponibilità dei materiali nel tempo: lo studio di fattibilità

Una volta individuato il livello di protezione proporzionato al rischio, occorre verificare che i componenti previsti dal progetto siano effettivamente reperibili e coerenti con le caratteristiche, i tempi e il quadro economico della commessa.

Il progettista elabora il capitolato con i materiali necessari. Sulla base di questa documentazione, noi di SICEL procediamo con lo studio di fattibilità e il preventivo, verificando la reperibilità sul mercato di tutti i componenti dell’impianto.

I moduli sono reperibili nei tempi e nelle quantità richieste?

Un modulo con una qualificazione antigrandine superiore può infatti richiedere tempi di consegna più lunghi, essere disponibile soltanto in lotti minimi o prevedere condizioni commerciali che modificano il quadro economico dell’investimento. Sono aspetti che devono emergere prima della definizione definitiva del capitolato, perché possono incidere sui costi, sui tempi di approvvigionamento e sulla programmazione della commessa.

Sarà possibile sostituirli durante la vita dell’impianto? 

La valutazione deve però considerare anche ciò che potrebbe accadere durante la vita dell’impianto. Se una grandinata danneggia alcuni moduli, per sostituirli occorre individuare componenti compatibili con quelli già installati. Se nel frattempo il modello originario è uscito di produzione, prima di procedere con la sostituzione possono essere necessarie ulteriori verifiche elettriche e progettuali.

Per gli impianti incentivati, la compatibilità dei moduli sostitutivi assume un rilievo ancora maggiore, perché rappresenta una delle condizioni necessarie per mantenere la tariffa, come vedremo nel paragrafo successivo.

Focus sugli impianti fotovoltaici incentivati: cosa comporta sostituire i moduli

Le considerazioni che seguono riguardano esclusivamente gli impianti che beneficiano degli incentivi in Conto Energia.

In questi casi, dopo una grandinata non basta individuare moduli tecnicamente compatibili con quelli già installati. La sostituzione deve rispettare anche le procedure previste dal GSE, perché eventuali omissioni o irregolarità possono incidere sul mantenimento della tariffa incentivante e, quindi, sul rendimento residuo dell’investimento.

Entro quando comunicare la sostituzione al GSE 

Le Procedure per la gestione degli interventi di manutenzione e ammodernamento degli impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia, aggiornate dal GSE nel settembre 2024, considerano la sostituzione o la rimozione dei moduli un intervento significativo.

Il Soggetto Responsabile deve quindi comunicare l’intervento al GSE entro 60 giorni dalla sua conclusione, attraverso il portale SIAD, il Sistema Informativo per l’Acquisizione Dati.

Quali requisiti devono rispettare i nuovi moduli 

I moduli sostitutivi devono rispettare i criteri previsti dal 5° Conto Energia, indipendentemente dal regime incentivante riconosciuto all’impianto.

Occorre inoltre indicare la destinazione finale dei moduli rimossi, nel rispetto della normativa sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Quanto può variare la potenza dell’impianto 

Quando si sostituiscono i moduli, l’aumento della potenza nominale deve rimanere entro soglie precise:

  • fino al 5% per gli impianti con potenza non superiore a 20 kW;
  • fino all’1% per gli impianti con potenza superiore a 20 kW.

Questi limiti rendono ancora più importante riuscire a reperire, anche a distanza di anni, moduli compatibili con le caratteristiche dell’impianto originario.

Che cosa succede se la procedura non viene rispettata 

Durante l’istruttoria, il GSE può richiedere ulteriori documenti per verificare che siano ancora presenti i requisiti necessari al riconoscimento della tariffa e delle eventuali maggiorazioni.

Se tali requisiti vengono meno oppure non vengono rispettati i termini di comunicazione, il Gestore può adottare provvedimenti che comprendono la sospensione o la revoca degli incentivi.

Quando si può richiedere la proroga dell’incentivo 

Le Procedure prevedono inoltre la possibilità di richiedere una proroga della durata dell’incentivo quando gli interventi comportano il fermo totale dell’impianto per almeno 30 giorni consecutivi e per un periodo non superiore a un anno.

Questa possibilità riguarda gli interventi effettuati a partire dal 1° settembre 2024 e può assumere particolare rilievo quando un evento atmosferico severo rende necessario sospendere a lungo la produzione dell’impianto.

 

Per un impianto incentivato, quindi, il costo di una grandinata non si esaurisce nella sostituzione dei componenti. Comprende anche la corretta gestione della pratica GSE, perché ritardi, omissioni o irregolarità possono incidere sulla tariffa riconosciuta per la durata residua dell’incentivo. 

La realizzazione della parte elettrica: il nostro ruolo

In fase di realizzazione, noi di SICEL interveniamo sulla parte elettrica dell’impianto: quadri elettrici, stringhe dei moduli fotovoltaici e inverter.

Presidiamo l’esecuzione attraverso procedure e controlli strutturati nell’ambito del Sistema di Gestione per la Qualità UNI EN ISO 9001:2015. La chiara definizione degli ambiti di competenza del progettista, del committente e dell’impresa installatrice contribuisce infatti a gestire correttamente il rischio lungo l’intera commessa.

Stai valutando la realizzazione di un impianto fotovoltaico industriale e disponi già di un progetto o di un capitolato?

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